Caso Matthias Schepp - Lettera aperta

Ancona, 30 aprile 2011

 

I recenti accadimenti legati alla denuncia fatta durante la trasmissione Chi l’ha visto? dalla giornalista Sciarelli che ha messo in evidenza come alcuni consulenti avessero fatto una ‘perizia calligrafica’ su una scrittura non autografa, ma rilevatasi artefatta elettronicamente, impongono una riflessione ed una ferma presa di distanze da questo modo di operare da parte di grafologi professionisti.

L’Associazione Grafologica Italiana si batte da sempre per il riconoscimento della grafologia come scienza e del grafologo come professionista ed il recente riconoscimento ministeriale ne è una tangibile testimonianza. Il cammino verso il riconoscimento della professione è però - oltre che un insieme di norme, statuti e regolamenti - una prassi che il singolo grafologo ed in particolare quello iscritto all'AGI deve convalidare nell’operare quotidiano, tanto nel chiuso del suo studio che sotto i riflettori di telecamere, piuttosto che sulla carta stampata. La prudenza, il rispetto di regole dettate dal codice deontologico - come quella di effettuare l’analisi di documenti originali, di documenti di cui sia certa o accertabile la fonte, l’agire in ambiti professionali nei quali si ha una reale competenza - sono criteri fondamentali e imprescindibili, soprattutto quando l’effetto di un nostro eventuale errore non danneggia solo noi e il nostro cliente, fatto di per sé già grave, ma l’intera categoria in termini di immagine e credibilità professionale.

I mezzi di comunicazione di massa sono uno strumento potente, che molto spesso impone linguaggi e tempi che mal si adattano a quelli dell'analisi, della riflessione, dell'approfondimento e quindi di una corretta e scientifica diffusione della grafologia. Sta alla serietà ed al comportamento eticamente responsabile del singolo professionista farsi carico ogni giorno di questi valori, sapendo misurare il proprio intervento di fronte a modalità di comunicazione contrarie ad una giusta diffusione della nostra disciplina.

Per quanto accaduto l’AGI si riserva di adottare nei confronti di propri soci coinvolti in questa vicenda, i provvedimenti che il Collegio dei Probiviri riterrà necessari a norma di statuto, per tutelare l’immagine dell’Associazione, della scienza grafologica e della professionalità dell’intera categoria.

 

 

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